Fatta costruire agli inizio del '600 dalla famiglia Arnolfini, e riccamente affrescata in stile barocco dai maestri Gioacchino Pizzoli e Angelo Michele Colonna, questa residenza visse il suo periodo di massimo splendore nell'800 quando passò ad Ascanio Mansi, primo ministro e segretario di stato dei Borbone, che la trasformò in luogo di vacanza e di incontri diplomatici. Nel 1840 alla morte di Ascanio, venne lasciata in eredità al figlio Giovan Battista e da questi, deceduto senza prole, alla sorella Clelia in Burlamacchi. Agli inizi del novecento fu ceduta ai conti Marchi che utilizzarono le terre di corredo destinate a uliveto e vigneto, per produrre l'olio e vino di Gragnano, apprezzato in tutto il mondo.

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